«Non riesco a farne a meno! Le onde, l’aria salmastra, l’incertezza del viaggio, l’estasi dell’approdo. Il mare è la mia vita.»
Valgard Mezza-gamba (L’ultimo vichingo, pag. 112)
Le origini di un’epopea storico-familiare
Figli del mare è una saga in via di sviluppo, incentrata sulle peripezie dei membri di una stirpe di navigatori. Ambientata in Europa, Medio Oriente e America, tra la prima metà del Duecento e i primi anni del ‘700. Ebbene sì, i vostri calcoli sono esatti: si tratta di un viaggio in circa cinque secoli di storia! Ad oggi sono stati pubblicati un racconto (Il Cospiratore) e i primi due romanzi della saga (Il mercante del Nord, L’ultimo vichingo), attualmente in fase di ri-editing per una seconda entusiasmante edizione.
L’idea
Figli del mare nasce in una bellissima libreria romagnola nell’estate 2017, quando, non trovando un romanzo storico che mi soddisfacesse, decisi di rimboccarmi le maniche e scrivere da me ciò che stavo cercando. Sono appassionato di romanzi storici e d’avventura e quel fatidico giorno, boicottando la spiaggia, ero entrato in libreria alla ricerca di qualcosa che avesse a che fare con i norreni, i mercanti, i cavalieri, i monaci cristiani, i Templari, i soldati di ventura, i conquistadores, i moschettieri, i corsari e i pirati. Qualcosa che fosse ambientato grossomodo tra il Basso Medioevo e l’età moderna: periodo in cui, di fatto, ho strutturato l’intera saga.
La struttura
Serviva un punto di partenza, così iniziai a documentarmi sui Templari, sul loro Ordine e in particolare sulla loro caduta e i misteri che aleggiano sulla loro eredità. Una ricerca che durò tutta l’estate e che mi diede l’opportunità di affacciarmi in un mondo allucinante, dove realtà e leggenda si mescolano tra loro. Questa saga verte infatti sui viaggi leggendari (taluni invece realmente accaduti) svolti verso l’America prima del fatidico 1492, ma non solo: affascinato dalla vita dei pirati, ho pensato bene di spingermi oltre la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo e ambientare l’ultimo romanzo della saga nell’età dell’oro della pirateria (‘600-‘700). Un lavoro arduo (specialmente per la documentazione e la ricerca), al momento non ancora terminato e che reputo una grande sfida.
Il nome
Perché il titolo Figli del mare? Le motivazioni si potrebbero estrapolare dai romanzi della saga, dove ogni protagonista (chi più, chi meno) è legato al mare. Scavando più a fondo, oserei dire che il titolo sia nato per l’amore che nutro per lui: il mare è per me fonte d’ispirazione, di qualunque mare si tratti, tanto è vero che lo uso spesso come soggetto di alcuni miei componimenti poetici.
I protagonisti
Perché la stirpe di navigatori? Sono affascinato dall’opportunità che hanno avuto certe persone di approdare in terre ancora inesplorate (immaginando quel senso di desolazione, smarrimento, meraviglia ed eccitazione che avrebbero potuto provare e che proverei io stesso in una situazione simile). Credo di avere lo stesso spirito d’avventura dei personaggi di questa saga (dopotutto, li ho creati io), ma vivendo in un mondo dove non c’è più alcun luogo che non sia stato scoperto dall’uomo, non posso fare altro che viaggiare con la fantasia.
La mia mente naviga verso luoghi eccezionali, che desidero condividere con voi lettori tramite ciò che scrivo. Ad maiora…
© 2021 Alessandro Zoppini