GROENLANDIA & NORRENI

I “non-vichinghi” in Nord America

Affermare che “i vichinghi scoprirono l’America”, oppure “i vichinghi popolarono l’Islanda” è anacronistico, tanto più che nelle saghe inerenti alla colonizzazione dell’Islanda e alla successiva “Epoca degli Sturlungar”, gli autori (spesso coevi ai fatti riportati) non utilizzano la parola víkingar per indicare i loro conterranei, bensì íslendingar (trad. “islandesi”).

Il Nuovo Mondo

Nella Grœnlendinga saga, un componimento che verte sulla scoperta della Groenlandia attribuita all’esule-esploratore Erik il Rosso, sono riportati i viaggi che i figli dello stesso Erik intrapresero tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo in Nord America. A cominciare dal celeberrimo Leif il Fortunato, essi raggiunsero l’isola di Baffin (Helluland), la penisola del Labrador (Markland) e l’isola di Terranova (Vinland). Qui avrebbero fondato diverse colonie (probabilmente piccoli avamposti commerciali, o campi invernali temporanei situati bordo costa per l’approvvigionamento alimentare e di materie prime), dalle quali sarebbero fuggiti nell’arco di pochi anni, a causa degli scontri con i bellicosi nativi.

Della permanenza di coloni groenlandesi nell’isola di Terranova abbiamo la conferma, documentata a livello archeologico, grazie al sito dell’Anse aux Meadows, dove si ipotizza l’ubicazione della colonia di Leifsbudir (trad. “Bivacco-di-Leif”). Dunque sì, i norreni scoprirono l’America prima del fatidico 1492, ma non erano vichinghi!

E la Groenlandia?

Per quanto riguarda la “Terra-Verde”, i dati archeologici e la Grœnlendinga saga stessa hanno portato gli studiosi a ipotizzare che fosse stata popolata da coloni islandesi dal momento della sua scoperta (980-985 d.C.) fino a un lento e progressivo abbandono degli insediamenti (XV secolo), che un tempo si pensava provocato dall’abbassamento della temperatura dovuta al termine del MWP (Medieval Warm Period) e l’inizio della cosiddetta “Piccola Era Glaciale” (1300-1860). Eseguendo dei campionamenti sulle morene rilasciate da antichi ghiacciai della Groenlandia, prossimi alle aree di popolamento dei coloni islandesi, e in ghiacciai dell’Isola di Baffin, un team di ricercatori della Columbia University e dell’Università di Buffalo, ha dimostrato che il loro deposito risale al periodo dell’occupazione islandese delle isole e che, pertanto, la Groenlandia colonizzata risultasse fredda tanto quanto al momento del suo abbandono.

Risultato che avvalora l’ipotesi secondo la quale il MWP sia stato un fenomeno climatico principalmente europeo e non globale, costituendo una piccola componente della NAO (North Atlantic Oscillation), che ciclicamente tende a raffreddare la Groenlandia sudoccidentale.

Conclusioni

Freddata l’ipotesi dell’abbassamento termico, il misterioso abbandono dell’isola potrebbe dunque essere stato provocato dalla morte delle bestie d’allevamento non autoctone (importate da Islanda e Norvegia e inadatte all’habitat groenlandese), dal rimpatrio dei coloni in Europa per il ripopolamento delle regioni colpite dalla Peste Nera (1348), oppure dall’ostilità dei nativi, antenati degli Inuit, che vissero indisturbati dall’abbandono degli insediamenti norreni fino al XVIII secolo, quando vi fu la “riscoperta” dell’isola da parte di navigatori danesi.


Fonti

Janzen, Olaf. A Reader’s Guide to the History of Newfoundland and Labrador to 1869. Grenfell Campus, Memorial University, November 2000. Web. 9 September 2008.

McGovern, Thomas. “The Vinland Adventure: A North Atlantic Perspective.” North American Archaeologist 2.4 (1980/81).

Morison, Samuel Eliot. The European Discovery of America: The Northern Voyages, 500-1600 AD. New York: Oxford University Press, 1971.

Quinn, David. B. North America from Earliest Discovery to First Settlements. New York: Harper & Row, 1977.

Grœnlendinga saga.

Eiríks saga rauða.

Vinland in Encyclopædia Britannica.

Vikings May Not Have Colonized Greenland in Nice Weather.


© 2021 Alessandro Zoppini

Pubblicato da Alessandro Zoppini

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